Una premessa necessaria
Il 22 giugno 1941 Hitler attacca lUnione Sovietica. Inizia
lOperazione Barbarossa. Il Fuehrer cerca in Russia gli Spazi Vitali,
tanto ambiti dal popolo tedesco che si accinge a dimostrare la superiorità della propria
razza e a vantare il diritto di conquista di territori sui quali vivono popoli di razza
inferiore. E il celebre Lebensraum, esaltato da Adolf Hitler nel suo
Mein Kampf.
Ma in realtà, quali inquietanti retroscena nasconde? Occorrerà porsi una domanda
cruciale per svelarli.
Come ha potuto Hitler diventare Cancelliere e poi Fuehrer della Germania Nazista?
Fra i tanti che contribuirono alla sua ascesa al potere e ad armare la Germania Nazista si
annoverano molti industriali e finanzieri, tedeschi e americani, certi che il Terzo Reich,
guidato da Adolf Hitler, avrebbe attaccato e distrutto lUnione Sovietica,
cancellando per sempre il pericolo dellavanzata comunista in Occidente.
Ma perché le Potenze Occidentali, pronte ad assecondare lespansionismo nazista
verso le terre sovietiche, dichiarano guerra alla Germania? Non certo per lattacco
nazista alla Polonia del 1 settembre 1939, anche se il grande conflitto tra Sionisti e
Antisemiti, destinato a sconvolgere il mondo intero, esplodeva proprio sul teatro polacco.
Le vere ragioni del Secondo Conflitto Mondiale vanno ricercate nel determinarsi di eventi
non previsti negli sviluppi della politica internazionale, durante il corso
del biennio 1938- 1939: il patto Ribbentrop-Molotov, la dichiarazione tedesco- sovietica
di non aggressione, consistente in un vero e proprio accordo che Hitler stringeva con
Stalin il 23 agosto 1939, una settimana prima dellattacco sferrato dai Nazisti
contro la Polonia, che in pratica sanciva lalleanza tra la Germania e lUnione
Sovietica, patria e cuore del Comunismo, odiato e temuto nellOccidente capitalista.
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Un pezzo della 76 a.c. spara sui carri che attaccano i reparti entrati a Sheliakino. Di spalle il cap Luigi Miglietti. La colonna in ritirata ferma dietro l'attacco a Sheliakino.
Il patto di non aggressione con Stalin è dunque una sgradita sorpresa per i grandi esponenti dellindustria e della finanza occidentali, tesi a tutelare il capitale privato, nume intoccabile delleconomia capitalista, che investendo fiumi di denaro in Europa e soprattutto nella Germania hitleriana, intendevano arginare lavanzata del Comunismo in Occidente e scongiurare il rischio della nazionalizzazione dei beni, strumento principale del sistema economico sovietico. Il voltafaccia di Hitler scompiglia i piani delle potenti Corporations angloamericane, rappresentanti di quel potere privato che per mezzo del denaro esercita pressioni di ogni sorta in politica, determinando linee e programmi, e sostenendo lascesa alle principali cariche istituzionali di personaggi di proprio gradimento. Il famoso Red Scare, lavversione radicata al Comunismo, ha così consentito loro di disegnare nel Vecchio Continente, dal 1922 al 1936, uno scenario politico a proprio piacimento, che conta ben 15 regimi totalitari, costituiti con il loro determinante appoggio, fra i quali spiccano il Fascismo, il Nazismo e la dittatura franchista. E proprio nel riarmo sorprendente della Germania, che fra laltro ha permesso profitti colossali ad aziende come la Ford, la General Motors, la IBM, la ITT, essi avevano visto il mezzo per contrastare e distruggere il Bolscevismo e, assecondando la ricerca hitleriana degli spazi vitali ad Est, avevano affidato al Fuehrer, deciso ad attaccare prima o poi la Russia, la conduzione della più colossale guerra per procura che la Storia ricordi, con lo scopo di cancellare lUnione Sovietica dalle carte geografiche e sferrare il colpo mortale al cuore del Comunismo.
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Ufficiali e soldati il 18 gennaio a Podgornoye
prima di partire. Pellegrini in piedi con la mano in tasca.
Ancora si ride
Slitta con munizioni e viveri - momento di sosta del 2° Rgt. Artiglieria della Tridentina
- mulo con coperta di casermaggio (venivano protetti durante le soste perchè sudati per
lo sforzo e, per quanto resistenti ma denutriti, la copertura serviva per evitare agli
animali broncopolmoniti). Con il colbacco bianco, in piedi, Vignola; seduto, davanti,
sulla slitta Magni (sta rostorandosi con qualcosa). sullo sfondo la colonna delle
autocarrette che verranno abbandonate in quanto, per l'accerchiamento dei russi, la marcia
del ripiegamento non potrà più avvenire sulle "armee strasse" - strade
principali che gli abitanti dovevano tenere sgombre dalla neve, pena la fucilazione da
parte dei tedeschi. Da quello stesso punto geografico e nello stesso giorno l'ordine
categorico del generale Reverberi, comandante della Divisione Tridentina, è stato
"si marcia a piedi come in montagna e con le slitte al traino".
Lattacco nazista contro lUnione Sovietica di Stalin avviene di
sorpresa. Ma gli obiettivi di Hitler in Russia non coincidono più con quelli del
Capitalismo.Le armate naziste, giunte alle porte di Mosca, non attaccano la Capitale, ma
puntano a Sud, verso Kiev prima, verso il Mar Nero e il Mar dAzov più tardi e
infine si lanciano compatte contro Stalingrado, cingendola dassedio. Perché?

Si prepara l'attacco a
Shelyakino. I panzer sono pronti in testa.
A destra si vedono i pezzi della 19 del Vicenza - a sinistra quelli della 32 del Bergamo
Per il semplice motivo che Stalingrado è lultima barriera che li separa dalla foce del Volga sul Mar Caspio, attraverso il quale il piano di Hitler potrà facilmente realizzarsi al più tardi nellestate del 1942. Ma in che cosa consiste questo piano? Raggiungere lIran, oltrepassare i confini iracheni e giungere a Baghdad, dove un gran numero di rivoltosi mussulmani attende con ansia le truppe naziste, per unirsi ad esse e portare a termine, questa volta con successo il colpo di stato, fallito nel maggio del 41. La posta in palio è enorme: il petrolio. I colossali interessi delle compagnie petrolifere angloamericane che operano in Iraq e in Arabia Saudita rischiano di essere per sempre compromessi.

La Chiesa di Nikolayewka la mattina del 27 gennaio
Ma chi garantisce il petrolio a Hitler? Si chiama Haj Alì El Husseini, Gran Mufti di
Gerusalemme, deciso a scacciare gli inglesi da Baghdad e ad affidare il nuovo governo
iracheno al filonazista Rashid El Gailani, leader che trascorre il suo esilio tra
lItalia di Mussolini e la Germania di Hitler. Ma il principale obiettivo del Gran
Muftì è quello di liberare per sempre la Palestina dagli Ebrei, che grazie al mandato
britannico, formulato in seguito alla dichiarazione Balfour del 1917, affluiscono sempre
più numerosi nella valle del Giordano, allontanando dispoticamente dalla sua terra il
popolo palestinese. Hitler in cambio del petrolio, si impegnerà a far sloggiare gli ebrei
dalla Palestina. Intanto, in virtù di una fatwa, lanciata dal Gran Muftì, le popolazioni
mussulmane delle Repubbliche Sovietiche di Azerbajgian, Kazakhstan, Uzbekistan,
Turkmenistan si accingono ad unirsi alle truppe naziste, ribellandosi a Stalin. Non solo.
I menscevichi dissidenti della Georgia, gli Azeri e gli Armeni attendono larrivo di
un grosso contingente italiano, 230.000 uomini che avrà il compito di garantire la
ricostituzione della Repubblica Transcaucasica Federata e tutelarne i confini dalle
pretese sovietiche. Queste genti contano sullARMIR per realizzare il loro sogno di
autonomia e indipendenza dalla tirannia staliniana. Un sogno che dura da ventanni.
Nel 1919 infatti queste stesse popolazioni, costituita la federazione, attesero invano che
lItalia garantisse loro un protettorato con la spedizione in Georgia degli 85.000
uomini del Generale Giuseppe Pennella, che aveva ottenuto approvazione e appoggio della
Corona e del Governo inglese.

Il Rep Com in marcia il 27 gennaio
Dallo scenario mediorientale il conflitto tra mussulmani ed ebrei si riflette presto in Europa e Oltreoceano, diventando guerra aperta anche tra chi, pur non mussulmano, odia gli Ebrei e forma il folto gruppo di Antisemiti. Dalla parte opposta si erge potente lOrganizzazione Sionista Mondiale, guidata dai banchieri ebreo americani, come Bernard Baruch, ed ebreo inglesi, come il Barone Rothschild.
Hitler sarebbe riuscito a raggiungere
lIraq e il petrolio, se non fossero intervenuti in guerra gli Stati Uniti, decisi a
salvaguardare lassoluto controllo delle Compagnie petrolifere angloamericane in
Medio Oriente e nel Golfo Persico e pronti, per raggiungere questo scopo, ad inviare a
Stalin aiuti in armi prima, e poi ad allearsi temporaneamente con il loro grande nemico di
sempre, lUnione Sovietica, cuore e patria del Comunismo.
Le forze dellAsse inviate in Russia, formavano dunque un blocco che minava alla base
gli interessi petroliferi americani e avrebbe rappresentato un concorrente molto
pericoloso nella contesa dei grandi imperialismi, che avrebbero dovuto confrontarsi con il
dilagante espansionismo americano.
I nostri soldati dello CSIR e dellARMIR, che avevano assegnati compiti di
pattugliamento e controllo delle regioni sovietiche meridionali a maggioranza mussulmana,
e anche quello di garantire la costituzione e la sopravvivenza della Federazione delle
Repubbliche Transcaucasiche, come la Georgia, lArmenia e lAzerbajdjian, si
trovarono a dover affrontare lungo la linea del Don soverchianti forze nemiche dotate di
mezzi corazzati e caccia bombardieri di produzione americana, che risultarono alla fine
determinanti nel successo sovietico. La Grande Guerra Patriottica fu una vera invenzione
della propaganda staliniana. Le popolazioni dissidenti e quelle che preferivano altri
dittatori al crudele dispotismo sovietico, venivano passate per le armi o deportate. Nel
1944 furono deportati in Siberia 490.000 Ceceni, la metà dellintera popolazione di
mussulmani, rei di aver tentato di appoggiare le truppe dellAsse.
Il resto
. Non è storia. Ma un coacervo di menzogne.
Qualche storico ufficiale vorrebbe spiegare come i polacchi residenti ad ovest della
Vistola potevano considerare liberatori i Russi, allorché gli stessi Russi, quattro anni
prima, avevano invaso i territori polacchi orientali, imitando alla perfezione, quanto a
crudeltà e massacri, i Nazisti.
Fra quanti acclamavano a Varsavia lingresso dei Sovietici liberatori, cera
qualcuno che ricordava loro i diecimila ufficiali polacchi trucidati nel 1939 dagli stessi
Russi alle fosse di Kathin?
I nostri Alpini sul fronte del Don, dovettero affrontare forze nemiche il cui numero era
sei volte maggiore, e i carri armati T34, costruiti con 10 milioni di tonnellate di
piastra dacciaio, fatta pervenire direttamente dagli Stati Uniti al
nemico-alleato Stalin, attraverso lIran e il Mar Caspio, sotto
lattenta supervisione del Generale americano Schwarzkopf Senior, di stanza a Tehran
con il suo quartier generale fin dal 1942. Stalin pretese e ottenne, battendo i pugni sui
tavoli del Cremlino, attraverso Averell Harriman, inviato a Mosca da Roosevelt, ben 14.000
aerei caccia bombardieri e qualche migliaio di carri armati Sherman. Curioso notare che
nello sbarco in Normandia, il celebre D Day, furono impiegati solo 13.000 caccia
bombardieri di costruzione americana. Ma Stalin ottenne anche 20.000 Jeep, e altrettanti
autocarri Dodge e General Motors.
I nostri soldati dellARMIR, e in
particolare le Divisioni Alpine, prive di mezzi corazzati, dovettero affrontare ben 750
carri armati sovietici, T 34 e Klim Voroshilov, opponendosi ad essi col cannoncino 47/32,
assolutamente inefficace; ma spesso impegnandosi in combattimenti Uomo contro Carro
Armato, muniti di poche bombe a mano e mine anticarro che, dando prova di un
coraggio mai eguagliato nella storia della Seconda Guerra Mondiale, deponevano attraverso
la fessura della torretta, dopo essere saltati sopra i mostri dacciao. Fino
allordine di ritirata, le tre Divisioni Alpine mantennero le postazioni loro
assegnate sul fronte del Don, senza indietreggiare di un metro. La Julia, impiegata sul
fronte Ivanovka Novo Kalitwa, combatterà per un intero mese allaperto con
temperature di meno quaranta gradi, e nessun sovietico riuscirà ad oltrepassare la linea.
Il Battaglione Pieve di Teco della Cuneense, verrà associato alla Divisione di Fanteria
Vicenza, priva di artiglieria, nella ritirata del 18 gennaio 1943. Sarà una vera e
propria avanzata allindietro, nella quale il valoroso Battaglione
combatterà contro i T34 che intrappolavano i nostri Alpini nelle sacche. Il Pieve
giungerà in vista di Valuiki con pochissimi superstiti, molti dei quali privi di armi e
munizioni, affronteranno i Sovietici, occupanti la città da pochi giorni, allarma
bianca. Dai Russi parte lofferta di resa. Il Generale Pascolini si arrende. Ai
nostri soldati viene concesso dal Generale sovietico Socalov, il permesso di presentare le
armi ai caduti, perché mai era accaduto ad un Generale dellArmata Rossa di dover
riconoscere al nemico tanto ardimento e valore.
Per i prigionieri inizia lesperienza più tragica ed agghiacciante. Il settanta per
cento di essi sarà lasciato morire di stenti, dopo viaggi in carri merci della durata di
interi mesi. Le marce del davai completeranno il massacro.
Nel 1996 lAssociazione Nazionale Alpini ha inviato a Rossosch, città russa che ospitava durante il secondo conflitto mondiale il Comando Alpino, una squadra di volontari e veterani per la costruzione di un asilo, utile nelledilizia sociale della città del Donez. Lopera è stata portata a termine nel corso di un solo semestre.