Discorso ufficiale Sig. Sindaco Comune
di Rapallo – Avv. Mentore Campodonico in occasione della cerimonia tenutasi il
giorno di sabato 14/02/2009 per
ripristino della targa commemorativa in memoria del Caporale Maggiore
degli Alpini Bruno Podetti – classe 1920.
Certamente la "memoria" intesa come patrimonio
collettivo è una delle basi della civiltà umana. La memoria è coscienza, è
riflessione, è testimonianza e, in molti casi, diventa atto d'amore.
Oggi noi celebriamo uno di questi momenti, ricordando un
uomo che, per i complessi eventi che costituiscono la vita di ogni uomo, si
trovò nel pieno di una guerra feroce a fare il soldato in una terra lontana. E
quest'uomo, che portava la sua Rapallo nel cuore, la sua bella città, così
benedetta dalla natura per le sue bellezze e per il clima, si trovò a
combattere nella Russia, difesa dal generale inverno...
Quest'uomo si chiamava Bruno Podetti e si trovò a lottare
contro il nemico e contro le avversità proprie di una terra tanto lontana
quanto dura e difficile.
Ma quest'uomo, che oggi ricordiamo con orgoglio e con
affetto, era un alpino! Un alpino della divisione cuneense.
Un alpino inquadrato in un battaglione particolarmente
legato alle terre di Liguria: "il Pieve di Teco".
Era uno dei tanti italiani che militarono, combatterono e
morirono nell'Armir, mandati in combattimento con le note carenze materiali e organizzative. Ma non è
retorica dire che il "soldato italiano" seppe farsi valere,
soffrendo, stringendo i denti e lottando con coraggio e soprattutto con onore.
Molti ricorderanno i tanti libri
scritti sulla drammatica campagna di Russia. Primo fra tutti "100.000 gavette di ghiaccio"
di Mario Rigoni Stern.
In questi uomini, uomini come il caporalmaggiore Podetti,
ritroviamo umanità e capacità, unite ad un profondo senso del dovere e ad un
grande amore per la propria terra.
Italiani che
in una guerra tragica seppero dimostrare il valore del soldato italiano, in
tutti i fronti, ed in
Russia particolarmente.
In uomini come lui troviamo l'esempio di quella che dalla
costituzione del corpo è conosciuta come l'epopea degli alpini. Alpini in guerra nel dolore e
nella morte, alpini in
pace, ogni giorno tra la gente e per la gente.
La nostra città, tradizionalmente anche di leva alpina, è
orgogliosa delle sue "penne nere" di ieri e di oggi.
Nel ricordo del caporalmaggiore Bruno Podetti riuniamo
oggi i volti ed i ricordi di tanti rapallini, che portano con onore ed orgoglio
il cappello da alpino!
La vicenda di questo "alpino del Don" ha assunto
poi un ulteriore aspetto drammatico, comune a tanti dispersi in Russia di cui,
per le note vicende della guerra fredda, si erano perse le tracce.
Dopo lunghe e complesse ricerche, si trovarono – grazie
alla tenacia del nipote Gian Paolo Pucciarelli - finalmente i dati che
documentavano la morte di Bruno Podetti, deceduto il 5 giugno 1943 in un
ospedale per prigionieri di guerra nel lontano Kazakhstan nord occidentale.
Così un italiano, un ligure, portato dal destino a
combattere nelle lande sperdute della grande Russia, terminò la sua vicenda
umana, sepolto in terra straniera. Con l'eroismo silenzioso di tanti soldati
dell'Armir, contribuì a scrivere una riga di umanità e coraggio nel libro della
storia.
Per questo oggi ne onoriamo la
memoria e con lui quella dei tanti che non tornarono a casa.
Rapallo, 14/02/2009